Di
Gaetano Memmola
Michele Boldrin (Joseph G. Hoyt Distinguished University Professor o
f Economics Washington University in Saint Louis), ha accettato di buon grado di rispondere alle nostre 10 domande. Il Professor Boldrin da tempo, insieme ad un gruppo di altri appassionati di politica, società ed economia, ha dato vita a un movimento aggregativo di ispirazione liberale ( Fare per Fermare il Declino) che in Italia voleva essere la”casa” di tutti i Cittadini che avessero a cuore il pensiero e le ideologie improntate su libera concorrenza e mercato.Il mancato successo di questa operazione nulla toglie alla grande capacità e competenza di Michele Boldrin, che in Usa, insieme ad altri valentissimi studiosi e ricercatori, fra i quali ricordiamo Alberto Bisin e Luigi Zingales, presidiano e alimentano centri di pensiero e di analisi rivolte principalmente agli scenari politici e di evoluzione del mondo, con particolare attenzione proprio all’Italia.Intervistiamo Michele Boldrin con grande stima e rispetto per ciò che l’Italia possa rappresentare ovunque, quando voglia davvero dedicarsi alla ragione come elemento per dare energia alle idee e non esclusivamente agli interessi di pochi.
- Professor Boldrin perchè il pensiero liberale in Italia non trova una rappresentazione unica, ma tante individualità che rimangono numeri da zerovirgola?
Non lo so. Meglio, qualche idea ce l’ho ma è della serie “idee complicate dove tanti fattori entrano in gioco”. Non c’è una risposta semplice.. uno o due fattori facilmente individuabili che riescano a spiegare il fenomeno. Succede…, infatti succede spesso quando cerchiamo di spiegare differenze profonde fra una società ed altre, differenze che hanno radici nella storia lontana di un paese. L’arretratezza economica e politica dell’Italia dal 1600 in poi, il fatto che era il paese leader nel mondo attorno al 1300-1500 e lo era essendo governata da signorie e potentati locali la cui rilevanza ancora permane, il ruolo della chiesa cattolica che ha reso massiccia l’ostilità al pensiero moderno e liberale, le forme della nostra unificazione nazionale (monarchica e poi fascista, che l’Italia contemporanea è ancora quella fatta nel ventennio) e della rivoluzione industriale (capitale monopolistico protetto dall’intervento pubblico), e così via. Mi fermo qui, credo di aver dato l’idea. Ma è come dici, oggi il pensiero “liberale”, anche in senso lato e generico, è cosa praticamente assente nella cultura italiana diffusa.
- La politica oggi è abitata da personaggi che hanno passato di tirocinio in partiti o tecnici (in gran parte di provenienza economica) che salgono in cattedra e non sono in grado di muovere le leve del potere politico, causando ulteriori disastri, chi impedisce una politica competente e concreta nel fare?
A me pare che i tecnici abbiano contato e contino poco, hanno avuto un ruolo di servizio in alcune brevi situazioni drammatiche e poi basta. Ed erano, in entrambi i casi, “tecnici di stato”, legati al potere politico ed economico esistente ed alla burocrazia statale. Non venivano dalla società civile e dal mercato libero. Questo vale sia per Ciampi che per Monti che per i loro ministri. L’Italia è governata anzitutto da politici di professione, questo accade (seppur meno) anche altrove. La vera differenza è che nel sistema italiano non c’è ricambio e non vi sono i meccanismi che lo facilitino, che permettano di mandare facilmente a casa chi non fa le cose, di candidarsi per sostituirlo. Il mercato politico italiano non è concorrenziale, è chiuso ! L’Italia ha un disegno istituzionale ed una cultura politica diffusa in cui il politico non rappresenta ne’ serve gli elettori, è invece il signore locale che porta prebende,localmente o alla categoria che controlla. E non c’è ricambio, l’intero sistema è disegnato per minimizzare il ricambio, la contestabilità del potere politico. L’elettore italiano, qui veniamo alla questione precedente, ha un rapporto servile con lo stato e con i politici
- Quali sarebbero i Suoi primi atti riformatori per ridurre significativamente la spesa pubblica, senza avvilire i servizi e incidere sulle classi medie, già stremate?
Quelli elencati nel programma di Fermare il declino, in mille dettagli. Non posso ripeterli qui ma, supertelegraficamente : -) stipendi pubblici,a partire da quelli d’oro, vanno ridotti e messi al livello di quelli privati di uguale competenza; -) sussidi alle imprese, vanno progressivamente aboliti; -) costi della politica, che non è solo Roma ma province (abolendole per davvero, ossia eliminando alcune funzioni), comuni (che vanno forzatamente accorpati), regioni (a cui va imposto di autofinanziarsi, facendo il vero federalismo fiscale mai fatto e nemmeno discusso) sino a, ovviamente, lo stato centrale; -) Aziende partecipate pubbliche locali, soprattutto regionali, molte in perdita: da privatizzare; ed infine occorre toccare le pensioni. Non si tratta di affamare nessuno, si tratta non solo di tagliare radicalmente pensioni d’oro ma anche di eliminare privilegi pensionistici folli pagati dalla gioventù che lavora e che mai verrà compensata. C’è altro ma mi fermo qui, facendo questo sono circa 30 miliardi all’anno, forse 40, che si potrebbero tagliare. Se lo rendessero pubblico sono certo che questo sarebbe il contenuto del piano Cottarelli, quello fatto scomparire.
- La riforma pensionistica orientata ad avere un unico sistema (IL CONTRIBUTIVO) per il calcolo delle pensioni , con ricalcolo e rimodulazione anche delle pensioni già erogate sarebbe un grande punto di espressione di EQUITA’ e GIUSTIZIA oltre che un enorme risparmio di spesa, perchè nessuno (tranne Lei e pochi altri) propone questa riforma? Sarebbe incostituzionale?
Non lo credo proprio. Il sistema contributivo venne introdotto nel 1995 per chi aveva un’anzianità lavorativa inferiore a “X” anni (ora a memoria non ricordo il numero) e quel numero “X” non c’era di certo nella costituzione. Basta cambiare la legge e sostituire “X” con “35”, per dire, ed il sistema contributivo varrebbe (meglio se lo si fosse fatto 20 anni fa) praticamente per tutti dalla mattina alla sera. Perché non si fece e non si fa? Per la semplice ragione che i pensionati di oggi vogliono tenersi i privilegi che hanno e sono tanti e votano. Ed i lavoratori che ancora non si sono pensionati ma godono del retributivo invece che del contributivo pure! Gli altri sono una minoranza e sono politicamente confusi: vorrebbero avere anche loro il retributivo ed i privilegi dei pensionati attuali e non capiscono non solo che non potranno mai averli, visto che è oggettivamente impossibile, ma che il fatto che altri li abbiano per altro tempo, rende il loro presente ed il loro futuro ancora piu’ miserabile.
- La Grecia pare si avvii a dare un forte scrollone all’Euro e alla partecipazione all’Eurozona, come vede Lei questa eventualità molto concreta e con quali scenari per l’Eurozona?
Non daranno nessun scrollone. Stanno già facendo marcia indietro perché sanno perfettamente di aver raccontato ai loro elettori tonnellate di bugie, maggiori di quelle del Berlusconi d’un tempo e di Renzi ora. Sanno che se provassero davvero ad attuare il loro programma distruggerebbero ulteriormente il loro paese, più di quanto sia stato massacrato dai governanti precedenti, specialmente quelli che negli anni dal 1995 circa al 2009 hanno sperperato, mentito, falsificato i conti. Quindi faranno tanto fumo e poco arrosto per la semplice ragione che la Grecia ha bisogno da un lato di essere mantenuta dagli altri paesi europei ancora per qualche anno mentre, speriamo, si facciano vere riforme che consentano di avere un paese funzionante,che non sperperi il denaro preso a prestito in spese folli. Mi aspetto quindi tante sparate e tante marce indietro, come le due o tre che abbiamo già visto in una sola settimana.
- Se l’Italia dovesse cavalcare anche essa la fronda NO EURO Lei pensa che il nostro Paese potrebbe sopportare una tale decisione , e magari sdoppiare il Paese in una area BAD ACTION separata da una POSITIVE ACTION che pensasse esclusivamente al rilancio?
Ma per favore! Non diciamo assurdità. Io non credo che gli italiani siano propensi a tale follia per quanto il fronte no euro cresca a botte di bugie e populismo. Ma facciamo finta che vincano, che a Roma arrivino Grillo e Salvini in tandem a governare. Uscire dall’euro sarebbe il suicidio, che altro posso dire? Dividere poi il paese ulteriormente, con una moneta per il Centro-Nord ed una per il Centro-Sud provocherebbe una guerra civile o qualcosa di simile. Evitiamo di discutere di cose assurde, degne di un bar di ubriaconi. Lasciamole a Salvini e soci che, in questo, riescono a peggiorare la già orrenda eredità di Bossi.
- Il Governo Renzi , non eletto, e attivo sul fronte del marketing ma molto meno su quello della incisività di azione ( Fisco, partite iva, abolizione regioni e regioni a statuto speciale, pensioni e assistenza etc…) Lei pensa che reggerà? Ma chi lo sorregge davvero? E reggerà alla logica di azione Europea ferma imposta dalla Germania?
In Italia i governi non si eleggono, si eleggono i parlamenti. Siamo una democrazia parlamentare. Ho zero simpatia per questo governo ma governa sulla base di una legittima maggioranza parlamentare, assai solida da quanto vedo. Chi dovrebbe essere primo ministro in Italia, alla luce delle elezioni del 2013 e dei risultati del 2014, se non Renzi? Guida il partito a cui gli italiani danno molti più voti che a tutti gli altri ed ha una solida alleanza con altri partiti minori che lo appoggiano. Mi piace zero, ripeto, ma non è illegittimo per nulla. E reggerà per la semplice ragione che non vi è alternativa alcuna, non vi è proprio! Se si vuole cambiare governo, alle prossime elezioni, meglio costruire un’alternativa politica solida e credibile che possa governare il paese al posto del PD di Matteo Renzi. Al momento non c’è proprio, non ve n’è nemmeno l’ombra. La domanda finale non so cosa voglia dire quindi non so rispondere. A me non pare la Germania imponga nulla, anzi. Hanno appena dovuto accettare in silenzio il QE della BCE che non volevano, e continuano ad accettare i deficit di Italia e Spagna che, al contrario loro, che l’han fatto 12 anni fa, continuano a non riformarsi. Quindi non so cosa diavolo ed a chi imponga oggi la Germania!
- La azione denominata “QE” che sta per inondare il mercato di liquidità, sarà una soluzione che noi Italia sapremo assorbire e utilizzare adeguatamente?
Il tema è complicato e lungo. Ho appena scritto un dettagliato articolo sul blog noiseFromAmerika (si scrive così, con la prima “n” minuscola) che potete trovare all’indirizzo web www.noisefromamerika.org e che si intitola “QE o non QE, ovvero l’inutile dilemma”. La mia opinione è che servirà a molto poco perché solo delle vere riforme strutturali possono aiutare e quelle gli italiani non le vogliono. Forse farà svalutare un poco di più l’euro, ma il grosso della svalutazione è già avvenuta e, comunque, gli effetti positivi delle svalutazioni (ammesso e non concesso vi siano, e spesso non vi sono perché dipendono da molte altre circostanze collaterali) durano al massimo sei mesi o un anno. È poca roba e finisce presto, poi il mal di testa è peggio di prima.
9.La concorrenza vera nella previdenza, assistenza, energia, come potrebbe realizzarsi , visto che le resistenze provengono dalla difesa dei posti di lavoro che si traducono in voti a favore della politica dei partiti tradizionali ?
Oddio, che domande complicate! Come faccio a rispondere? Nei tre settori che menzioni, poi, il problema mi sembra più di disegno sbagliato del sistema che non di concorrenza in se stessa. La previdenza in Italia è praticamente tutta pubblica, quindi … Per assistenza suppongo intendi quella sanitaria: che si faccia il federalismo sanitario per macroregioni e si imponga che ogni macroregione FINANZI con imposte proprie le proprie spese sanitarie. Partiamo da lì, poi vediamo. Ovviamente c’è tutto il drammatico problema del controllo politico della sanità locale e della totale mancanza di meritocrazia, ma qui torniamo alle questioni iniziali. Se non riformi l’intero apparato dello stato italiano non arrivi da nessuna parte e niente serve. Energia? Beh, il prezzo del petrolio sta calando, se non ci fossero le tasse e le accise forse se ne accorgerebbero anche gli italiani! In generale, dal punto di vista strategico, mi dispiace ma c’è solo una cosa importante da fare: il nucleare. Farlo bene, ma farlo. Oppure continuare a sperare che l’Arabia Saudita ci faccia i regali che ci sta facendo e che Putin venga tenuto sotto controllo dagli USA in modo da impedirgli di ricattarci con il gas.
10.Cosa pensa della integrazione e della migrazione di popoli , che a volte agitano l’egida della battaglia religiosa solo per uscire dalla emarginazione individuale di Soggetti anonimi? Perchè STATI INTERI finanziano movimenti come l’ISIS?
Le due domande mi sembrano scollegate, francamente. La seconda ha una risposta sia semplice che terribilmente complicata: alcuni stati sembrano (non è che ne abbiamo poi certezza, ma sembra che sia così) finanziare movimenti come ISIS perché conviene ai loro interessi geopolitici: è accaduto in passato ed accadrà nel futuro. Ci siamo scordati Pol Pot? Vanno combattuti, seriamente, sia l’ISIS che chi lo finanzia e vanno combattuti con mezzi articolati, sia politici che militari. Per capire come combatterli, però, occorre studiare caso per caso e non farsi prendere dal semplicismo che vedo permeare il dibattito italiano sul tema. La politica estera è una cosa seria che non si fa con gli slogan, questo vale per Bush Jr (che ha fatto il disastro che ha fatto in Irak) che per Salvini ed i suoi compari. La prima domanda mischia la battaglia politico-religiosa (anche questa non mi sembra una novità) con i movimenti migratori. Piaccia o meno le due cose sono largamente indipendenti e mischiarle serve solo a fare populismo dannoso e razzismo ancor peggiore. Abbiamo emigrato anche noi italiani (anche io!) ed eravamo cattolici che andavano in paesi protestanti: era una battaglia religiosa coordinata dal Papa? Lo dubito! L’immigrazione c’è ed è estremamente utile, senza i 6 milioni di immigrati che lavorano in Italia perché gli italiani hanno scelto di fare pochi figli, il nostro paese avrebbe chiuso da tempo e le pensioni, retributivo o meno, non si potrebbero pagare! Partiamo da questo fatto e facciamo rispettare le leggi nel nostro paese (ossia, facciamo funzionare polizia e giustizia, che non funzionano e cominciamo ad applicare tolleranza zero con tutti, italiani e stranieri) mentre, al contempo, facciamo una politica d’immigrazione seria come quella del paese dove vivo da 32 anni (USA). Scopriremo che gli immigranti sono una grande risorsa, che si possono integrare facilmente e che sono tanto delinquenti quanto i nativi con cultura, estrazione sociale e reddito simili al loro. Tutto qui.
Ringraziamo il Professor Boldrin per la chiarezza e anche completezza di risposta , pure a domande volutamente “provocatorie e/o imprecise”. Speriamo di rivedere presto Michele Boldrin sulla scena politica del nostro Paese, insieme ai tanti altri appassionati di politica vera e di pensiero libero, in cui la gente potrebbe volere fondare nuove speranze.





